Bosco e giardino

Le macchine migliori

Abbiamo le macchine adatte per qualsiasi tipologia di giardino/bosco e per le esigenze più disparate. Ecco brevemente le più richieste.

Motoseghe:
La potente e compatta motosega solo by AL-KO 643 IP entusiasma per il suo eccellente rapporto peso/prestazioni. Diverse particolarità ne fanno un valido tuttofare.

Tagliasiepi:
Il tagliasiepi HT 550 è un classico. Le lame di sicurezza controrotanti con affilatura diamantata e la livella integrata sono l’ideale per tagli perfetti e rifiniture di manutenzione e sfoltimento.


Aspiratore/soffiatore:
Con l’aspiratore solo by AL-KO 750 B siete perfettamente equipaggiati per un’efficace eliminazione del fogliame da grandi superfici verdi, come pure da vialetti e cortili. La potente turbina di aspirazione, unitamente ad una larghezza di lavoro di 75 cm, non lasciano scampo neanche alle foglie umide o bagnate.

Spaccalegna:
Con lo spaccalegna KHS 5204 - il modello più venduto - potete spaccare senza sforzo ed in tutta comodità legna da ardere con lunghezza fino a 52 cm. Grazie al sicuro azionamento a due mani e alle ruote di trasporto, questi spaccalegna hanno definito nuovi standard in termini di sicurezza e flessibilità.

Biotrituratori:
Gli specialisti per lo smaltimento ottimale degli scarti verdi e del trinciato. La rivista tedesca “Heimwerker Praxis“ ha riconosciuto al modello AL-KO Easy Crush LH 2800 un voto “BUONO” al rapporto prezzo/prestazioni.

Pacciamatura col triturato

La pacciamatura è un’opportunità naturale ed economica per fare qualcosa di buono per il proprio giardino. Sia come fertilizzante, che come strato protettivo, il pacciame offre numerosi vantaggi ed è estremamente semplice da realizzare. Ecco alcuni segreti per realizzarlo e farne buon uso:

| Che cosa è il pacciame?
Il pacciame è un rivestimento naturale composto di erba, paglia e residui verdi che proteggono il terreno e lo rendono fertile. L’inventore del pacciame è madre Natura. Il primo pacciame della storia è stato il fogliame nei boschi.

| Perchè è utile la pacciamatura?
Uno strato di pacciamatura protegge il suolo dal calore nelle giornate calde ed assolate mentre nelle giornate più fredde, e dopo il tramonto del sole, trattiene il calore più a lungo nel terreno. Questo permette di prolungare il periodo vegetativo di crescita. Inoltre, lo strato di pacciamatura agisce come regolatore di umidità. Durante le forti piogge rallenta l’erosione del terreno, nei periodi ventosi e di siccità impedisce una rapida evaporazione/essicazione. Anche la crescita delle erbacce viene rallentata, poiché solo determinate zone ricevono direttamente la luce del sole. Poiché il pacciame si decompone velocemente, si crea un fertilizzante organico di alta qualità – la base per un terreno sano e produttivo.

| Di che cosa è fatto il pacciame?
Decisivi per la scelta del materiale sono: le caratteristiche del terreno, la vegetazione, la disponibilità e la funzione desiderata. Se si utilizza la pacciamatura principalmente come fertilizzante, si deve prestare attenzione ad un rapporto carbonio-azoto equilibrato.

Esempi di pacciamatura organica:
| Scarti verdi (erba, piante, arbusti, ecc.) che possono essere facilmente combinati con materiali contenenti carbonio, come paglia e foglie. Attenzione: scarti verdi umidi possono marcire oppure contenere semi e funghi indesiderati.
| La paglia e le foglie sono particolarmente indicate per arbusti e alberi. La paglia, tuttavia, può anche contenere pesticidi mentre il fogliame raccolto dalla strada può contenere sostanze inquinanti pesanti.
| Per la pacciamatura con la corteccia viene utilizza normalmente la corteccia triturata di conifere, soprattutto abeti rossi. Ricordate che solo dopo tre mesi di stoccaggio, i componenti tossici della corteccia e della resina vengono abbattuti.
| Il triturato di rami o arbusti è particolarmente indicato per ricoprire la base di siepi e alberi. Tra l’altro questo tipo di pacciame può rallentare la crescita delle piante, poichè il materiale legnoso decomponendosi rilascia un elevato contenuto di azoto.

| Come si produce il pacciame da scarti in legno?
Scarti di giardino provenienti dalla potatura di alberi, siepi e arbusti possono essere facilmente trasformati in pacciame. È sufficiente triturare il materiale in un trituratore e distribuirlo intorno alla piante. Lo strato di pacciamatura dovrebbe avere uno spessore di circa cinque/dieci centimetri e dovrebbe lasciare sufficiente aria agli steli o ai tronchi. Quale biotrituratore sia maggiormente indicato, dipende dalla frequenza di utilizzo e dallo spessore del legno.

L'ABC della motosega

Rami spessi, sterpaglie ribelli o alberi marci - simili presenze indesiderate è meglio affrontarle con una motosega. Ma bisogna anche imparare ad utilizzarla. Come deve essere avviata correttamente? Come e dove ci si deve posizionare mentre si taglia? Come va fatta la manutenzione? Consigliamo vivamente di conseguire un attestato per l’uso delle motoseghe. Anche se è consentito l’uso a scopo privato all’interno della proprietà privata in assenza di attestato è utile e soprattutto salutare essere preparati e correttamente formati. Quali sono gli accorgimenti e le cose a cui fare attenzione? Ecco alcuni punti sull’ABC della motosega.

| Alimentazione: elettrica, a benzina o con batteria
Ci sono diverse modalità di alimentazione: elettrico, a benzina oppure con batteria. Nel primo caso basta inserire la spina nella presa della corrente ed il gioco è fatto. Ma attenzione: l’elettrosega va tenuta lontana da pioggia o umidità e va utilizzata solo con la spina integra (non modificata o alterata) e con una presa idonea. Nel secondo caso, prima di inserire il combustibile nella motosega dovete assolutamente assicurarvi che il motore sia spento. Non si deve fumare mentre si effettua questa operazione e si deve mantenere un’adeguata distanza di sicurezza da eventuali sorgenti di fuoco vivo. Speciali bocchettoni di riempimento impediscono la fuoriuscita di combustibile. Attenzione: la miscela si mantiene integra per solo tre mesi senza l’utilizzo di speciali additivi conservanti. Nel terzo caso, la motosega a batteria (come il modello AL-KO CSA 36) funziona senza cavo, senza emissioni nocive e con contenuta rumorosità. Lo stato di carica della batteria può essere comodamente verificato premendo l’apposito pulsante e la batteria può essere ricaricata velocemente in qualsiasi momento grazie alla tecnologia agli ioni di litio.

| Avviamento della motosega
Quando ci si accinge all’avviamento, la motosega deve essere saldamente appoggiata correttamente sul terreno e mantenuta saldamente ferma (la barra deve essere libera). L’interruttore vicino alla maniglia posteriore è un po‘ come il blocchetto di accensione nell’auto. Quando è su “I“ può essere accesa, mentre su “O“ (STOP) la motosega si spegne e non parte. In una motosega moderna e regolata correttamente, il motore di norma si avvia al più tardi dopo tre tiri della fune di avviamento. Le elettroseghe si avviano con più facilità, basta rilasciare il freno catena, tenere premuto il pulsante di blocco e contemporaneamente premere il pulsante on/off.

| Impugnatura corretta
Le mani devono afferrare la maniglia in modo che il pollice abbia una presa salda (la mano deve chiudere la maniglia). La macchina va afferrata e tenuta sempre con entrambe le mani! Il corretto sostegno aumenta la sicurezza ed agevola il lavoro.

| Postura del corpo
La posizione di base, quando si taglia con una motosega, deve essere tale da non perdere l’equilibrio durante l’utilizzo. Per una posizione stabile e sicura le gambe devono essere sfalsate sia lateralmente che longitudinalmente. Il piede sinistro, tuttavia, non deve essere collocato oltre la linea della maniglia anteriore. È superfluo dire che la motosega non va assolutamente usata stando su scale, alberi o in equilibrio instabile.


| Freno di sucurezza
La catena scorre azionata direttamente da un pignone dentato azionato dalla frizione che agisce all’interno della campana. Esternamente la campana è circondata da un nastro d’acciaio collegato alla leva di sicurezza. Con l’azionamento della leva di sicurezza il nastro d’acciaio chiude la campana e arresta istantaneamente la macchina.

| Tensione della catena
Tra i due bulloni di fissaggio laterale si trova la vite tendicatena con la quale è possibile regolare e tendere la catena per mezzo di un cacciavite. È necessario allentare prima entrambi i dadi. La maggior parte delle elettroseghe AL-KO sono dotate di un dispositivo di bloccaggio rapido con cui è possibile regolare e tendere la catena senza l’ausilio di attrezzi.

| Lubrificazione di barra e catena
Sul corpo macchina della motosega si trova il serbatoio per l’olio catena. Utilizzare la motosega senza olio equivale a mettere fuori uso barra e catena prima del tempo. Non confondete l’olio catena con l’olio motore. Tutte le motoseghe AL-KO sono predisposte per la lubrificazione automatica della catena, alcune hanno anche la possibilità di regolare il flusso d’olio per garantire sempre le massime performance nelle diverse condizioni di utilizzo.

| Catena – la scelta corretta
Per ogni motosega, applicazione e barra sono disponibili diverse catene. In comune hanno tutte la stessa struttura: tagliente, maglia di giunzione, maglia motrice, maglia di giunzione con rivetti, tagliente sinistro e maglia motrice di sicurezza. I denti, tuttavia, si differenziano nella geometria e nelle dimensioni. Qui è necessario ricorrere alla consulenza di esperti affinché vi diano indicazioni sulla catena corretta da utilizzare in funzione dell’applicazione specifica.

| Trasporto
Naturalmente durante il trasporto della motosega il motore deve essere spento. Deve essere utilizzata sempre l’apposita protezione della barra/catena fornita con la dotazione base in quanto la catena è molto tagliente e pericolosa anche con la macchina spenta.

| Abbigliamento protettivo
Prima di iniziare a lavorare deve essere indossato un abbigliamento appropriato! È necessaria una protezione per la testa, gli occhi, le orecchie, le mani, le gambe ed i piedi. Per quando concerne la testa, è disponibile un elmetto protettivo con visiera e cuffie antirumore che protegge da schegge e frammenti di legno volanti, oltre che dal rumore. Inoltre è indispensabile indossare dei pantaloni protettivi antitaglio con inserti rinforzati ed utilizzare delle apposite calzature di protezione.

| Pulizia della motosega
Una pulizia regolare della motosega dalla sporco indurito e rappreso, come ad esempio la resina, è di essenziale importanza ed inevitabile. Togliete la catena e pulite la motosega dopo ogni utilizzo. È particolarmente importante che la catena sia sempre affilata. Potete provvedere voi stessi ad affilare la catena con un apposito set di affilatura ma solo dopo essere stati opportunamente istruiti da personale esperto. Nelle motoseghe a benzina dopo ogni utilizzo devono essere sempre puliti il filtro dell’aria, l’area di uscita dell’olio catena, la barra e le nervature esterne del cilindro (dove può accumularsi la segatura). Se generalmente viene rispettato il programma di manutenzione nel libretto d’uso la motosega durerà a lungo.

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